{"id":408,"date":"2025-05-07T00:05:17","date_gmt":"2025-05-07T00:05:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nc-itech.com\/storieinvoce\/?page_id=408"},"modified":"2025-11-06T17:30:34","modified_gmt":"2025-11-06T17:30:34","slug":"ritorno-a-salina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.nc-itech.com\/storieinvoce\/ritorno-a-salina\/","title":{"rendered":"Ritorno a Salina"},"content":{"rendered":"\n<div id=\"Featured-Section\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-5dfa04bc default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-dec77b77\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-query is-layout-flow wp-block-query-is-layout-flow\"><ul class=\"wp-block-post-template is-layout-constrained wp-block-post-template-is-layout-constrained\"><li class=\"wp-block-post post-782 post type-post status-publish format-standard hentry category-salina tag-analisi-psicologica tag-bambina-di-quattro-anni tag-cappotto-blu tag-consapevolezza-tardiva tag-crescita-personale tag-elaborazione-del-trauma tag-elaborazione-emotiva tag-evacuazione-demergenza tag-memoir-autobiografico tag-memoria-traumatica tag-narrazione-del-se tag-obbedienza-infantile tag-panico-in-eta-adulta tag-paura-della-madre tag-prologo-narrativo tag-ricordi-dinfanzia tag-scrittura-terapeutica tag-serpe-incantata tag-signora-gentile tag-solitudine-bambina tag-spavento-materno tag-superamento-del-passato tag-televisore-come-pungi tag-terremoto-2018 tag-terremoto-dellinfanzia tag-trauma-generazionale tag-viaggio-di-guarigione\">\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-post-title\">Prologo<\/h2>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content is-layout-constrained wp-block-post-content-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-948298fa alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-52acb17d\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Il Cappottino blu<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le immagini trasmesse sono l&#8217;unica fonte luminosa. Senza, la stanza, i pochi arredi e io, potremmo anche non esistere e quello che sto per raccontare, non avvenire mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La televisione accesa \u00e8 il mio pungi e la sottoscritta, la serpe incantata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sdraiata sul letto, obbedisco immobile all&#8217;ordine della mamma: di non uscire e stare buona. Intorno a me rumori lontani di vite sconosciute che non raccontano niente di interessante per le mie orecchie di bambina di quasi quattro anni. Resto sul letto e aspetto che la mamma faccia ritorno. I cartoni animati mi fanno compagnia e niente di brutto accade dentro la stanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora il pungi si \u00e8 rotto. Lo schermo trasmette solo righe grigie orizzontali. Mi sento strana. La testa e il corpo pesano. Prima ero sola al mondo e la televisione era la mia amica; ora che lei si \u00e8 spenta, il mondo si \u00e8 riempito di suoni. Resto calma e buona sul letto come la mamma mi ha detto di fare mentre usciva. Sento delle voci provenire dal corridoio. Alcune sono veloci, altre stridono dentro le mie orecchie. La porta si apre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAlzati piccola, mettiamo il cappottino e scendiamo in giardino, la mamma arriva presto, vedrai\u00bb. Questa signora \u00e8 dolce, la seguo volentieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corridoio ci sono diverse persone, vanno tutte nella stessa direzione. Come noi, scendono le scale. Pochi secondi e siamo nel giardino. Fuori \u00e8 buio, la mamma non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ho freddo, il cappotto blu mi tiene al caldo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ferma, guardo la casa da cui sono appena uscita: \u00e8 quadrata, al centro ci sono tre gradoni e la porta di ingresso. Un piccolo recinto circonda il giardino in cui mi trovo. Intorno a noi altre case e altre persone in strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 la TV \u00e8 diventata grigia? Dov&#8217;\u00e8 la mia mamma?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mamma \u00e8 arrivata ora, parla con la signora gentile, dice che non capisce: perch\u00e9 siamo scese in giardino? Si agita e la sento dire: \u00abCome, il terremoto? Oh mio Dio! Non mi ero accorta di nulla, ero in macchina, stavo arrivando\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mamma ora \u00e8 vicina a me: \u00abLa terra ha tremato tutta e la signora ti \u00e8 venuta a prendere, ti ha messo il cappottino e ti ha portata di sotto. Hai avuto paura?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-508335ce\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-ast-global-color-5-background-color has-background wp-block-paragraph\">Il trauma risiede nello spavento che ho letto sul volto della mamma. Quella paura cos\u00ec lontana \u00e8 diventata la mia. L&#8217;ho portata dentro di me per diversi decenni senza accorgermene. Poi l&#8217;ho urlata tutta, insieme alla rabbia che avevo in corpo. Il panico, si \u00e8 impossessato di me durante un altro terremoto, quello del 2018. Come spiegare la momentanea pazzia che si \u00e8 impossessata di me? Impossibile. Ho impiegato tutta la vita per capire e non tutto mi \u00e8 chiaro, ma solo ora che cerco di andare oltre, so di poterci riuscire. Scrivo della giovane ragazzina, dell&#8217;adolescente immatura e della mamma impreparata, prendo consapevolezza e vado oltre. Nel viaggio di una settimana che ho voluto fare da sola, lontana da casa e dalla famiglia, ho colto quanto di pi\u00f9 straordinario si cela nella mia vita e in quella di tutte le persone incontrate sulla mia strada.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div>\n<\/li><li class=\"wp-block-post post-138 post type-post status-publish format-standard hentry category-salina tag-aeroporto-milano tag-aliscafo-per-le-eolie tag-ansia-da-viaggio tag-arrivo-a-lingua tag-atmosfera-grigia tag-attesa-del-pullman tag-casa-ofria tag-cena-solitaria tag-energia-ritrovata tag-faro-di-lingua tag-gate-di-partenza tag-gentilezza-estranei tag-i-racconti-dellio tag-imbarco-aereo tag-incontro-casuale tag-libri-da-viaggio tag-mare-color-ferro tag-pane-cunzato-alfredo tag-paura-del-volo tag-paura-della-solitudine tag-pergolato-panoramico tag-primo-assaggio-salina tag-primo-pomeriggio-isola tag-primo-volo-da-sola tag-profumo-pagnotta tag-ritorno-alle-origini tag-santa-marina-salina tag-sbarco-solitario tag-scalinata-bianca tag-sonia-compagna-di-volo tag-stefania-e-titti tag-venditori-ambulanti tag-viaggio-interiore\">\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-post-title\">9 maggio 2023<\/h2>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content is-layout-constrained wp-block-post-content-is-layout-constrained\">\n<article id=\"Salina_Io\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-477a9816 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-35f6e64c\"><h5 class=\"uagb-heading-text\"> I racconti dell&#8217;io<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La realt\u00e0 \u00e8 un grande ammasso di metallo che si alza in volo vincendo la gravit\u00e0. Una lama che squarcia il cielo come un velo che separa l&#8217;idea dal progetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo due mesi di ricerche, richieste di informazioni, e letture, mi trovo seduta nelle vicinanze del gate, a osservare questo piccolo pezzo di mondo. Il tempo \u00e8 grigio, la foschia copre le prealpi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coppie in viaggio, ragazzi in partenza per la gita scolastica e persone in attesa, con chiss\u00e0 quante storie da raccontare. Osservo la pista. Spazi enormi delimitati dai capannoni. Un altro aereo sta per decollare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro, tra il vociare dell&#8217;attesa, sento amplificato il metallo sottile che incontra la ceramica nel pi\u00f9 banale dei gesti quotidiani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Movimenti calcolati, gesti ripetuti che vanno in contrasto con il mio sentire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi abituer\u00f2 mai? Ne avr\u00f2 l&#8217;occasione? Perder\u00f2 la magia? Diventer\u00e0, un giorno, una necessit\u00e0 banale come prendere un caff\u00e8 al mattino? Quanti interrogativi tutti in una volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seduta composta con le gambe accavallate, il quaderno in una mano e la penna nell&#8217;altra, affronto la paura di volare. Mi spinge il desiderio di tornare l\u00e0 dove tutto ha avuto inizio. Mi attende una settimana di piena solitudine, lontana da ritmi scanditi e quotidiane abitudini. Tempo prezioso, che sar\u00e0, solo mio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno sguardo al tabellone delle partenze. Lods?!? Ma dove si trova? Non ne ho mai sentito parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un&#8217;altra vita vorrei avere la libert\u00e0 di acquistare un biglietto, e partire per una destinazione sconosciuta, solo per il gusto di soddisfare la curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sento le spalle tese. L&#8217;ansia, che tento costantemente di schiacciare gi\u00f9 nella pancia, risale spinta da una forza sconosciuta. Essere ossessiva, mi aiuta a tenerla a bada e non mi fa andare in palla il cervello. Se perdo il controllo, entro in modalit\u00e0 panico e faccio danni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inspiro profondamente, \u00e8 arrivato il momento. Che disastro se mi fanno imbarcare lo zaino in stiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passo i controlli, percorro il corridoio, scendo le scale e lentamente, seguendo il flusso, mi ritrovo dentro l&#8217;aereo. Trovo il mio posto, mi sistemo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre attendo che terminino le operazioni di imbarco e di preparazione al decollo, per distrarmi dall&#8217;attacco di panico che attende di salire a bordo con me, inizio a riversare sul vicino, un fiume di parole, che raccontano di questo viaggio. Una donna bella ed elegante \u00e8 seduta vicino al finestrino, io ho scelto il sedile vicino al corridoio. Mi domando cosa penser\u00e0 di me che ciarlo da quando mi sono seduta. Spero di non passare per una logorroica scassa-palle. Mi impongo il silenzio. Prendo la raccolta de &#8220;I racconti dell&#8217;io&#8221; che ho portato con me e sprofondo nella lettura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una voce interiore mi ha spinto a partire, ma io non so perch\u00e9 ho deciso di tornare a Salina dopo tutto questo tempo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-6bf32e8e\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n<\/article>\n\n\n\n<article id=\"Salina_Ferro\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-f1a1f117 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-b48ef604\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Il mare colore del ferro<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scendo dall&#8217;aliscafo e anche qui mi ritrovo a seguire il flusso dei passeggeri. Ad accoglierci, dopo aver attraversato la strada, ci sono una piazza, la chiesa gialla dai profili intonacati di bianco e quello che presumo essere l&#8217;ufficio del turismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi avvicino ed entro. Lo sguardo interrogativo che mi rivolge la persona seduta dietro alla scrivania, fa sorgere in me il dubbio di essere caduta in errore. In ogni caso ottengo l&#8217;informazione che cercavo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho la netta sensazione che sia la milionesima volta che risponde alla stessa domanda. &#8220;Sulla sinistra c&#8217;\u00e8 una panchina. Aspetta l\u00ec&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di nuovo, come se anche la domanda successiva, l&#8217;avesse gi\u00e0 sentita chiss\u00e0 quante volte, aggiunge: &#8220;Sul pulmino!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Saluto, seguo le indicazioni, mi siedo sulla panchina e aspetto. Da quando sono arrivata in aeroporto questa mattina ho fatto solo questo: un&#8217;ora al gate, due sull&#8217;aereo, due sul pullman, una al porto in attesa dell&#8217;aliscafo e quasi due ore per mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Provo orrore al pensiero di trascorrere anche le prossime due ore su questa panchina. Sono stanca e non ho voglia di cercare nello zaino il foglio con gli orari del pulmino stampato, in via precauzionale, prima della partenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un senso di vuoto sale all&#8217;improvviso dallo stomaco alla gola. Mi succede sempre quando sono stanca. Mi guardo un po&#8217; in giro, cerco qualcosa su cui fissare lo sguardo per distrarmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cielo \u00e8 denso di nubi scure che smorzano la luce del tardo pomeriggio. Il mare \u00e8 del colore del ferro, scuro e immobile. A terra l&#8217;asfalto \u00e8 bagnato, segno del passaggio recente della pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un volto segnato da rughe profonde mi sorride. Appartiene a un uomo con occhi chiari e liquidi, impegnato a riporre oggetti nel bagagliaio di un&#8217;auto dalla carrozzeria scolorita, mangiata dal sale. Ha smontato il banco con l&#8217;arrivo dell&#8217;ultimo aliscafo della giornata. Commerciante stagionale, immagino, che ripete questi gesti ogni giorno mentre il mondo gli passa davanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fermo i pensieri: so che la curiosit\u00e0 mi spingerebbe a invadere uno spazio che non mi appartiene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per evitare l&#8217;imbarazzante silenzio che ha fatto seguito al cenno di saluto che ci siamo appena scambiati, mi giro leggermente verso il mare. Chiudo gli occhi e ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assenza di suoni. La natura sembra essere in pausa. Quanta differenza tra questo luogo e quello da cui provengo. Qui il tempo sembra dilatarsi. In citt\u00e0 non riesco ad apprezzare il bello che mi circonda. Quando chiudo gli occhi, la natura \u00e8 sovrastata dal rumore di auto e moto che frenano, si fermano e infine ripartono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riapro gli occhi. Il mare \u00e8 ancora l\u00ec, immobile, in attesa. La piazza lentamente si rianima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una ragazza, pi\u00f9 o meno dell&#8217;et\u00e0 di Pietro, uno dei miei figli, porta a spasso il cane e il mio pensiero vola a casa. Chiss\u00e0 chi \u00e8 uscito in passeggiata con Peach. Sentir\u00e0 la mia mancanza? Arriva il pulmino. Una decina di ragazzini con lo zaino di scuola, sbucati da non so dove, si salutano. Salgono solo alcuni. Il pulmino riparte. Non era il mio. Una signora lentamente si avvicina e viene a sedersi accanto a me. Tiene tra le braccia una cagnolina molto piccola. Trema tutta. &#8220;Si chiama Titti&#8221;. Stefania, il suo nome, mi racconta di essere qui con un&#8217;amica che \u00e8 di Milano e soggiorna per qualche giorno in un albergo di Lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attendiamo insieme il nostro passaggio. Nel giro di cinque minuti arriva. Con fatica sollevo la valigia e salgo. Chiedo al conducente, che accetta volentieri, la gentilezza di lasciarmi davanti a &#8220;Casa Ofria&#8221;. Ci tiene a sottolineare, per\u00f2, che &#8220;Non si dovrebbe!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-b61f58e5\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n<\/article>\n\n\n\n<div id=\"Salina_Pane\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-50e3d2f4 default uagb-is-root-container\">\n<header class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-e6795a28\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Il Pane Cunzato<\/h5><\/header>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Saluto Stefania, ringrazio l&#8217;autista e scendo dal pulmino. Sollevo la valigia su per una scalinata bianca. Casa Ofria \u00e8 un edificio molto grande. Dal pergolato, che possiede una bellissima vista panoramica sulla Salina e sul faro di Lingua, si accede attraverso due porte in legno, direttamente alla camera da letto padronale e alla cucina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lascio la valigia e lo zaino vicino al letto, do un po&#8217; di occhiate in giro per la casa, prendo la borsa ed esco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;ondata di energia ha spazzato via ogni traccia di stanchezza del viaggio. Sento nascere in me un forte senso di soddisfazione: ci sono riuscita, il viaggio \u00e8 andato bene e questa settimana, tanto attesa e desiderata negli ultimi mesi, pu\u00f2 finalmente cominciare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;aria del tardo pomeriggio, complice la pioggia passata, \u00e8 fresca. Percorro una strada stretta tra le case di Lingua e un muro a secco che delimita piccoli appezzamenti di terreno coltivato, fino a ritrovarmi in una piazzetta affacciata sul mare. Non c&#8217;\u00e8 nessuno. Sulla piazza trovo un negozio di generi alimentari, e un paio di ristoranti. La stagione estiva inizier\u00e0 tra qualche settimana. Questo posto allora sar\u00e0 ben diverso da come si mostra ora ai miei occhi. Ombrelloni chiusi e tavolini vuoti mettono un po&#8217; di malinconia. Uno dei locali fortunatamente \u00e8 aperto, cos\u00ec decido di ritornare dopo per trovare qualcosa da mangiare. Ora voglio visitare il faro e &#8220;sentire&#8221; il mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla spiaggia c&#8217;\u00e8 una famiglia con bambini piccoli che sta passeggiando. Il sole sceglie questo momento per affacciarsi prima del tramonto. Finalmente un po&#8217; di luce: tutto intorno a me improvvisamente si colora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre cammino verso il faro mi accorgo che una persona mi sta seguendo. Un uomo, incontrato prima sul lungomare, lentamente si avvicina. La bolla di cristallo va in frantumi. Dov&#8217;\u00e8 finita tutta la mia sicurezza? La realt\u00e0 \u00e8 che, su quest&#8217;isola, sono sola e non conosco nessuno. Per la prima volta da quando ho deciso di partire, cresce in me una grande paura che mi fa sentire fragile. Una facile preda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendo il cellulare e inizio a scrivere un messaggio per dire a mio marito tutto il contrario di come mi sento, e cio\u00e8 che va tutto bene, che sono arrivata e che sono contentissima. Purtroppo questo non mi fa sentire meglio e quell&#8217;uomo, sembra non avere fretta, aspetta paziente, mi supera e prosegue verso il faro. Chiamo Nino, parlo per qualche secondo, ma \u00e8 impegnato, cos\u00ec termino troppo presto la chiamata e il tipo torna indietro da me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tento di non entrare in modalit\u00e0 panico. Deve aver compreso i miei timori perch\u00e9 l&#8217;uomo subito si scusa. Mi sento una stupida. Nella mente mi ero gi\u00e0 fatta un film dalla trama orribile. Mentre mi parla, rifletto e mi accorgo che anche io quando mi trovo sola, sarei capace di attaccare bottone anche con i sassi. Anche lui \u00e8 in visita a Salina, anche se per lavoro. Mentre ascolto con interesse la storia antica del suo paese, della sua famiglia e della sua florida attivit\u00e0, passeggiamo insieme verso il faro e la striscia di pietra lavica che separa il mare dalla zona lacustre. Tornati in piazzetta, nel salutarci, mi lascia un biglietto da visita, invitandomi, qualora dovessi trovarmi in difficolt\u00e0, a contattarlo. Mi sento come se mille occhi fossero puntati su di noi. Eppure ci sono solo un paio di persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non mi era mai successo, di ricevere questo tipo di attenzioni, e da questa mattina \u00e8 gi\u00e0 la seconda volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bella donna incontrata in aereo, infatti, una volta a terra mi ha aiutato a trovare il bus per Milazzo e mi ha lasciato il suo contatto per lo stesso motivo. Anche Sonia, questo il suo nome, mi ha detto: &#8220;Di qualunque cosa avessi bisogno, chiamami pure&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entro nel piccolo negozio di generi alimentari e acquisto del formaggio e un sacchetto di paste di mandorla. Un abbinamento di certo originale, ma per la cena ho scelto di provare il famoso &#8220;pane cunzato&#8221;. Quello di Alfredo mi hanno detto che \u00e8 famoso in tutto il mondo. Quindi esco dal negozio ed entro nel locale a fianco, lo ordino e mi siedo fuori ad aspettare che sia pronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripercorro la stretta via, con in mano un contenitore da asporto. Dentro una pagnotta appena sfornata, emana un profumino invitante.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-57c50dd4\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/li><\/ul><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-793345ab alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<p class=\"has-ast-global-color-3-color has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\">Il romanzo prosegue esplorando il complesso rapporto tra memoria e identit\u00e0, attraverso il filtro di un ritorno geografico ed emotivo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-ast-global-color-3-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph\"><strong>Per professionisti del settore editoriale<\/strong>: Se questi primi capitoli hanno catturato il vostro interesse e desiderate visionare il manoscritto completo, potete contattarmi a  <strong><a href=\"mailto:storieinvoce@gmail.com\">storieinvoce@gmail.com<\/a>.<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-ast-global-color-3-color has-text-color has-link-color wp-elements-3 wp-block-paragraph\">Il romanzo, attualmente in fase di completamento, esplora temi universali di memoria, identit\u00e0 e trasformazione personale attraverso la lente autobiografica di un ritorno nell&#8217;isola dell&#8217;infanzia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-ast-global-color-3-color has-text-color has-link-color wp-elements-4 wp-block-paragraph\"> <strong>Sinossi e materiali aggiuntivi disponibili su richiesta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-ast-global-color-3-color has-text-color has-link-color wp-elements-5 wp-block-paragraph\"> &#8212; \u00a9 2024 &#8211; Manoscritto in cerca di editore. Tutti i diritti riservati.:<\/p>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il romanzo prosegue esplorando il complesso rapporto tra memoria e identit\u00e0, attraverso il filtro di un ritorno geografico ed emotivo. Per professionisti del settore editoriale: Se questi primi capitoli hanno catturato il vostro interesse e desiderate visionare il manoscritto completo, potete contattarmi a storieinvoce@gmail.com.. 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