{"id":859,"date":"2025-09-16T09:56:47","date_gmt":"2025-09-16T09:56:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nc-itech.com\/storieinvoce\/?p=859"},"modified":"2025-09-23T13:18:35","modified_gmt":"2025-09-23T13:18:35","slug":"diecianni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nc-itech.com\/storieinvoce\/diecianni\/","title":{"rendered":"Dell&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza"},"content":{"rendered":"\n<div id=\"preadolescenza\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-812759a1 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-c658fd17\"><h4 class=\"uagb-heading-text\">La pre-adolescenza<\/h4><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da piccola ero timida. Facevo fatica a stringere amicizia, ma nessuno se ne accorgeva perch\u00e9 con gli altri bambini giocavo volentieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni ho imparato a nuotare, a pattinare e a giocare a pallavolo perch\u00e9 a quattro anni mi avevano scartata dalla scuola di ballo. A detta dell&#8217;insegnante ero troppo grassa. Oggi non si sognerebbero minimamente di affermare cose del genere. Muovermi mi \u00e8 sempre piaciuto. Al contrario, non ho mai amato quell&#8217;alone di agonismo e competizione che si celava dietro le associazioni sportive. Volevo divertirmi ma sembrava che questo non fosse possibile in nessun ambiente che frequentavo. Alla fine, divenuta pi\u00f9 grande, mi sono iscritta in palestra dove per la prima volta non sentivo addosso nessuna pressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino all&#8217;et\u00e0 di 10 anni, insieme a mio fratello pi\u00f9 grande, nel mese di agosto andavamo in colonia, solitamente a Castione della Presolana. Di quei giorni, ricordo la merenda con la michetta e il cremino che ci davano al pomeriggio e le passeggiate per andare in paese, dove compravo sempre le caramelle gommose, oppure nel bosco. Il mese di luglio era dedicato alle vacanze con mamma e pap\u00e0. Solitamente trascorrevamo tre settimane in qualche posto di mare. In Liguria quando eravamo molto piccoli, in Calabria, Puglia e Sardegna una volta diventati pi\u00f9 grandicelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A undici anni non riuscivo a capire ci\u00f2 che provavo. Ogni giorno che passava, posizionavo, senza accorgermene, un mattone su un muro immaginario che ignoravo di stare costruendo intorno a me. Un muro eretto per non sentire un sentimento sconosciuto a cui non riuscivo a dare n\u00e9 un senso n\u00e9 un nome. Smantellare quel muro fatto di rabbia e dolore ha richiesto tanto tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pensarci bene, all&#8217;epoca come ora, \u00e8 come se ci fosse stato un prima e un dopo Salina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bambina che stava crescendo visse quella vacanza come una linea di confine tra la fine dell&#8217;infanzia e l&#8217;affacciarsi dell&#8217;adolescenza. la me donna, dopo 35 anni, \u00e8 tornata per rimuovere qualche mattone da quel muro immaginario.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-483ad701\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div id=\"pauradelgiudizio\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-c68122fe default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-a115dc19\"><h4 class=\"uagb-heading-text\">La paura del giudizio<\/h4><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mese di settembre dello stesso anno ho iniziato a frequentare la prima media; ricordo le difficolt\u00e0 a prendere voti discreti in alcune materie. I compagni nuovi erano estranei con cui non riuscivo a instaurare una relazione. Quelli vecchi, dopo l&#8217;estate, avevano adottato comportamenti da grandi. Solo qualche mese prima eravamo in giardino a giocare con l&#8217;elastico e a guardie e ladri, maschi e femmine insieme. Ora le mie amiche facevano le sostenute. Erano diventate vanitose, parlavano solo di ragazzi e di come piacere loro. Non mi ritrovavo in quei discorsi, non mi ci ritrovo neanche ora quando capita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante quell&#8217;estate anche i miei desideri erano cambiati, ma a differenza delle mie amiche io sognavo l&#8217;avventura, fantasticavo di viaggi in giro per il mondo. Ricordo che iniziai a leggere con interesse tutto ci\u00f2 che mi capitava a tiro. Mi sentivo terribilmente sola in questo. Avevo paura che la mia diversit\u00e0 di pensiero mi avrebbe portata a restare in quella condizione per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo qualche mese, avvenne per\u00f2 qualcosa di tanto desiderato quanto inaspettato. Uno dei ragazzi della classe, D., inizi\u00f2 a parlare con me, e fu cos\u00ec che tutte le mie paure sembrarono improvvisamente dissolversi nell&#8217;aria. Era buono, gentile, sempre disponibile e soprattutto non indossava maschere. Stare con lui mi veniva naturale. Il tempo trascorso insieme divenne improvvisamente piacevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma dur\u00f2 poco. Quando il mio nuovo amico divenne il bersaglio dei bulli, ho fatto una cosa di cui mi sono pentita a lungo. L&#8217;ho abbandonato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Desideravo essere accettata dal gruppo classe e non divenire a mia volta oggetto di presa in giro. Cos\u00ec feci una scelta vile. Rinunciai all&#8217;unica amicizia che mi aveva fatto stare bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa presa di posizione, per molti anni, mi ha fatto credere di essere una fallita. Per quella mancanza di coraggio, ho punito me stessa a lungo, pagando cos\u00ec un prezzo ben pi\u00f9 alto di qualche presa in giro. Ho perso la poca stima che avevo di me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La me bambina sognava di essere amata. La me ragazzina ha iniziato a provare vergogna di s\u00e9 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di quello stesso anno scolastico, un altro episodio \u00e8 arrivato nitido fino al tempo presente, rimanendo scolpito nella memoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante una delle lezioni di educazione motoria, mi capit\u00f2 di essere presa a esempio dall&#8217;insegnante per uno scatto di corsa. Eravamo divise in coppie e dovevamo correre un rettilineo di circa cinquanta metri. Capitai in coppia con L., una ragazza che abitava nel mio condominio. Corremmo davanti a tutte e la situazione, gi\u00e0 imbarazzante di per s\u00e9, peggior\u00f2 ulteriormente quando la professoressa si compliment\u00f2 con me mentre con la mia compagna fu molto dura, esprimendo un giudizio critico negativo. Non era da me glorificarmi, non lo \u00e8 tuttora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo che provai solo tanta vergogna perch\u00e9 avevo vissuto quella corsa come una competizione e, dopo averla vinta, invece di gioirne sarei andata volentieri a nascondermi da tutti quegli sguardi che mi sentivo addosso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-f9ffaf42\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div id=\"nonuncorpomaunanima\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-04d9c2e6 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-32856dd5\"><h4 class=\"uagb-heading-text\">Non un corpo ma un&#8217;anima<\/h4><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono chiesta spesso: perch\u00e9 il mio fisico fosse oggetto di cos\u00ec tante attenzioni? Perch\u00e9 le donne troppe volte si sono sentite libere di esprimere un giudizio sul mio aspetto? Queste e altre domande mi hanno tormentato fino a poco tempo fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Saresti cos\u00ec bella con 10 kg di meno&#8221;. &#8220;Sei cos\u00ec carina&#8230; se solo fossi pi\u00f9 femminile&#8221;. &#8220;Ma lo usi il pettine ogni tanto?&#8221; &#8220;Dovresti amarti di pi\u00f9&#8221;. &#8220;Con i vestiti larghi sembri il doppio&#8221;. &#8220;Hai delle belle gambe, perch\u00e9 non le mostri? Metti una gonna ogni tanto&#8221;. &#8220;Le scarpe basse non ti donano. Quei polpacci sono cos\u00ec grossi.&#8221; &#8220;Perch\u00e9 non ti curi un po&#8217;?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho provato per moltissimi anni un forte disagio e un rifiuto del mio corpo, al punto di osservarmi allo specchio e vedere un&#8217;immagine cos\u00ec distorta di me da provocaremi un forte disgusto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel periodo lottavo costantemente contro me stessa e contro il mondo per restare autentica. Volevo essere vista e accettata cos\u00ec com&#8217;ero. Desideravo mostrare al mondo la mia anima, non il mio corpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non avevo la minima idea di come fare. Cos\u00ec, senza rendermene conto, giorno dopo giorno, giudizio su giudizio, ho iniziato a indossare non solo una maschera ma un&#8217;intera armatura. Invece di farmi conoscere ho finito per nascondermi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre determinata e consapevole di quello che volevo ma totalmente incapace di comunicare con il mondo esterno, ogni tentativo di confronto era un&#8217;enorme sofferenza. La paura del rifiuto mi ossessionava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per anestetizzare tutto il caos che mi portavo dentro, andavo di nascosto nella dispensa. Trovavo sempre qualcosa da ingoiare e riempivo lo spazio vuoto lasciato dall&#8217;incapacit\u00e0 di avere una relazione sana con il mondo esterno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dolce o salato che fosse, se era velocemente accessibile era destinato a diventare mio. La sensazione di pieno, che provavo uscendo da quello sgabuzzino, seppur temporanea, era molto appagante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma durava sempre troppo poco.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-2fee0d98\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div id=\"ioeglialtri\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-be235088 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-fd168fab\"><h4 class=\"uagb-heading-text\">Io e gli altri<\/h4><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passare dalle scuole medie alle superiori non mi ha fatto stare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo istituto era in un&#8217;altra citt\u00e0 e per arrivarci dovevo prendere un pullman, poi un treno e camminare molto a piedi. In alternativa potevo percorrere 12 km con la bicicletta, tra andare e tornare. Nei mesi in cui non faceva troppo freddo, usavo le due ruote. Era come scappare da me stessa e dal mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vivevo costantemente con il pensiero di essere schernita appena mettevo piede in classe. Un ragazzo in particolare insisteva nel dirmi che puzzavo. Mi faceva sentire piccola, con lo schifo addosso. Per reazione, quando arrivavo a scuola correvo in bagno a lavarmi. Ma non era sufficiente per farlo smettere e nei primi due anni stare in classe fu una tortura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non riuscivo a trovare il mio posto in quel mondo complicato che fu per me la scuola superiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dal terzo anno le cose cambiarono un pochino. Cercai di aggregarmi a uno dei gruppetti di amicizie in cui era suddivisa la mia classe:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gruppo delle &#8220;secchione&#8221;. Ma le giudicai troppo serie: scuola, oratorio, studio e sport. Quel loro modo di essere perfette mi stritolava lo stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le inseparabili, diverse tra loro ma con una sintonia di coppia indisturbabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le valchirie. Due ragazze dalla bellezza giunonica. Non c&#8217;era disprezzo o alterigia nei loro modi, eravamo semplicemente in mondi paralleli che condividevano lo stesso spaziotempo a scuola. Mi sentivo un fagotto informe quando osservavo queste due perle da una distanza di sicurezza perch\u00e9 era elevatissimo il rischio di venire investita dalla corte che inevitabilmente si formava intorno a loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragazza a cui veniva tutto facile e che andava d&#8217;accordo con tutti. Era carina ma non troppo, magra senza sforzo, aveva ottimi voti in tutte le materie senza spaccarsi la testa sui libri, frequentava una compagnia di amici e partecipava a molte iniziative sociali. Aveva gi\u00e0 il ragazzo ed era una cosa seria. Non mi poteva neanche stare antipatica perch\u00e9 era solare e disponibile, oltre che sempre gentile e mai scontrosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non riuscivo a trovare una corrispondenza in mezzo a quella zuppa di persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 non trovai un po&#8217; di stabilit\u00e0 avvicinandomi a un gruppo di ragazze che mi accolse e che in quei tre lunghi anni diventarono le mie amiche. Conservo un bel ricordo di quel periodo. Ci siamo divertite insieme. Ma la confusione che mi portavo cucita addosso era tale che sento di non essermi sempre comportata bene con loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo aspettative sull&#8217;amicizia troppo elevate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante quel lungo periodo mi sono sentita troppe volte giudicata e raramente capita. Mi faceva male non trovare una corrispondenza fuori da me. Ci sono voluti quasi tre decenni per iniziare a capire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il semplice esistere, spesso, fa male.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-adc3ecaf alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-22efc2b2 wp-block-uagb-separator--text\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:\"><div class=\"wp-block-uagb-separator-element\"><h2 class=\"uagb-html-tag\">Oggi<\/h2><\/div><\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div id=\"tichiedoscusa\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-a318c169 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-4f38efc8\"><h4 class=\"uagb-heading-text\">Ti chiedo scusa<\/h4><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non comprendevo fino a che punto fossi incasinata, finch\u00e9 non ho scelto di essere a mia volta genitore. Sono andata in tilt come un flipper perch\u00e9 volevo a tutti i costi fare qualcosa per non condannare mio figlio a un vissuto simile al mio. Tutto inutile, purtroppo, perch\u00e9 senza accorgermene ogni singola paura, l&#8217;ho proiettata sulla famiglia che avevo formato, scuotendola nel profondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno, colta da una bruciante disperazione, ho pianto e urlato tutto il mio bisogno di aiuto. Mio figlio di tre anni appena compiuti, secondo la scuola, aveva bisogno di aiuto. A mio parere, non era lui, anima innocente, quello con i problemi. Ero io la cattiva madre. Vestita del peso della colpa per le difficolt\u00e0 di mio figlio, non sapevo perdonare me stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per troppo tempo ho combattuto una guerra interiore. Quel turbamento iniziato sull&#8217;isola molti anni prima si era sedimentato finch\u00e9 \u00e8 deflagrato quando sono diventata madre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giorno, in preda al senso di colpa, ormai consapevole di troppe cose, scrissi questa lettera al mio primogenito:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-border-color has-ast-global-color-1-border-color has-ast-global-color-7-background-color has-background wp-block-paragraph\" style=\"border-style:solid;border-width:3px;font-size:16px;line-height:0.8\">&#8220;Per tutte le volte che ho mancato di esserci nel presente.<br><br>Per tutte le volte che non ti ho accolto, in quanto te, in quanto unico e indissolubile.<br><br>Per non averti ascoltato, preda della furia nascosta troppo a lungo, e per non essere stata ascoltata a mia volta.<br><br>La donna che chiede scusa ora, per mille e pi\u00f9 motivi, \u00e8 diventata grande sbagliando con te.<br><br>Hai incondizionatamente vissuto le ferite della bambina che sono stata.<br><br>Ho proiettato su di te, tutte le fatiche, le paure, la rabbia e la frustrazione.<br><br>Ho tentato di gioire con te, di te.<br><br>Ti ho lasciato libero di essere come non lo sono stata io.<br><br>Ho represso la tua anima per paura, come hanno fatto con me.<br><br>Ho scoperto di essere stata amata, amando te.<br><br>Ho faticato per accettare il mio passato, perdonare e perdonarmi per riuscire a vivere il presente.<br><br>Hai tutte le ragioni di questo mondo per essere arrabbiato con me.<br><br>Vivo con la speranza che un giorno potr\u00f2 vedere l&#8217;uomo che diventerai, nonostante il bambino ferito che sei stato e che porti con te.<br><br>So con certezza che te la caverai.<br><br>Hai, senza che io ne abbia grande merito, capacit\u00e0 innate e grande intuito e intelligenza.<br><br>Spero, un giorno, di avere l&#8217;onore di fare parte della tua vita, come io fatico a fare nei confronti degli altri.<br><br>Ci sto lavorando. Sono nata quando sei arrivato tu.<br><br>Rinasco ogni giorno nella speranza e nella fede del futuro che desidero.<br><br>Ti ho ferito nel modo pi\u00f9 doloroso.<br><br>Adesso lo so: amarti non basta. Bisogna imparare a farlo nel modo corretto, affinch\u00e9 a te giunga solo amore incondizionato.<br><br>Non smetter\u00f2 mai di cercare la via per farlo.&#8221;<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div id=\"lemortiaumentano\" class=\"wp-block-uagb-container uagb-layout-grid uagb-block-ab78c622 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-2c5a1a62\"><h4 class=\"uagb-heading-text\">Le morti aumentano<\/h4><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo \u00e8 passato, e di quella competizione che c&#8217;era tra noi, resta solo il ricordo amaro di una relazione incompiuta per la cocciutaggine del rifiuto che per molti anni mi ha resa cieca. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non essere in grado di accettarmi, mi ha offuscato la vista su tante cose che subivo o commettevo senza averne minimamente consapevolezza. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eravamo in competizione, entrambe sotto la lente del giudizio che misurava il nostro sovrappeso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tu sempre alla ricerca di accettazione che ti rendeva precisa e inappuntabile. Curata e in ordine, brava e diligente, ma agli occhi del mondo con una linea troppo larga. Io invece ribelle, strana, sopra gli schemi precostituiti dalla societ\u00e0 che ci voleva sottili senza forme. E le mie e le tue erano forme tutte curve che abbondavano ovunque. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrambe avevamo vergogna di noi stesse. Tu cercavi di valorizzarti, io di nascondermi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza accorgercene, siamo entrate in una competizione dove non si sa quale fosse il premio o chi fosse il giudice. Entrambe con il desiderio di essere accettate cos\u00ec come eravamo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo quella corsa cos\u00ec umiliante, non ci siamo pi\u00f9 frequentate. Non siamo diventate amiche solidali contro la societ\u00e0 ottusa. Non abbiamo fatto delle nostre fatiche sociali un&#8217;arma di lotta femminista. Ci siamo perse ma ci siamo anche osservate a distanza finch\u00e9, cresciute troppo, abbiamo entrambe messo su una famiglia. La distanza prima e la malattia poi, in pochi anni ti hanno portata via da questo mondo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di te, un&#8217;altra nostra compagna di scuola \u00e8 partita per il viaggio finale. Morta del tuo stesso male, quello che colpisce solo noi donne e che conosco bene perch\u00e9 la nonna Emilia con una mastectomia parziale lo ha sconfitto. Lei non \u00e8 rimasta solo mamma, \u00e8 diventata anche nonna prima di lasciarci a ottantanove anni. Il cancro lascia il vuoto e non solo nel petto. Il pieno nella testa lo fa il pensiero che la morte \u00e8 reale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di voi, un altro compagno di scuola, questa volta alle elementari, dalle vacanze in Egitto non \u00e8 pi\u00f9 tornato. La crociera sul Nilo, che evoca ai pi\u00f9 paesaggi esotici e storie incredibili, nella mia mente porta morte per annegamento. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le morti aumentano, alimentate dal tabellone fuori sulla strada. Qualche conoscenza si aggiunge alla lista. Pi\u00f9 o meno coetanei interrompono la loro strada in un giorno qualunque. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E io mi fermo a pensare che non c&#8217;\u00e8 posto a questo mondo per la rabbia che ogni tanto mi prende. Non c&#8217;\u00e8 posto per l&#8217;odio verso il fastidio che alcune persone mi provocano. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di fare la guerra a niente e a nessuno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho voglia di costruire ponti e strade su cui incontrarci al di l\u00e0 delle divergenze. E a chi per motivi a me sconosciuti si pone la questione di mettersi in mezzo, lascio lo spazio per passare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il male non lo sconfiggi, \u00e8 radicato ovunque; quando non posso evitarlo lo combatto con la parola, il buon senso e la ragione, altrimenti volgo lo sguardo altrove, faccio un passo indietro e cambio strada.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pre-adolescenza Da piccola ero timida. Facevo fatica a stringere amicizia, ma nessuno se ne accorgeva perch\u00e9 con gli altri bambini giocavo volentieri. Nei primi anni ho imparato a nuotare, a pattinare e a giocare a pallavolo perch\u00e9 a quattro anni mi avevano scartata dalla scuola di ballo. A detta dell&#8217;insegnante ero troppo grassa. 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